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PARERE sul seguente quesito: “Quando si imbottiglia un vino atto a doc/docg e’ possibile gia’ provvedere all’etichettatura e poi successivamente procedere alla certificazione o e’ necessario lasciare le bottiglie nude come facciamo di solito e poi dopo la certificazione provvedere al confezionamento? “ 
 
RISPOSTA Le disposizioni sulla disciplina degli esami analitici cui devono essere sottoposti i vini atti a dare vino a DOP contenute nel DM 11/11/2011, sono attualmente contenute nel recente DM 12 marzo 2019 in vigore dal 1° aprile 2019, di contenuto similare sia pur con qualche novità importante per aspetti diversi da quello segnalato. Dopo aver definito all’articolo 4 del decreto la partita come la massa omogenea di prodotto, da destinare alla verifica annuale dei requisiti previsti dal disciplinare di produzione delle specifiche DO e IGT, proveniente da un unico processo di omogeneizzazione della massa stessa e contenuta: - in un unico o più recipienti; - in piccoli recipienti (botti con capacità massima di 10 ettolitri, damigiane o altri) e in bottiglie, collocati nello stesso stabilimento, lo stesso articolo stabilisce che gli stessi recipienti devono essere identificati in conformità alle disposizioni di cui al Capo IV del regolamento UE n. 274/2018 (regole sulla tenuta dei registri di cantina ora registri telematici) e di cui all'art. 17 del decreto ministeriale 13 agosto 2012, così come inseriti nel «registro telematico». Stabilisce l’art. 17 del DM 13/08/2012 suindicato, che le partite formate dai recipienti di capacità inferiore a 10 ettolitri, riempiti dello stesso prodotto devono essere immagazzinate in modo che siano chiaramente separate dagli altri, dotate di un cartello, fissato in modo che non sia possibile la rimozione accidentale e che risulti ben visibile e leggibile. Sin dal momento in cui i prodotti vitivinicoli sono contenuti nei recipienti presenti in cantina, sul cartello di cui al comma 1 del decreto, sono dichiarate, in modo chiaro, leggibile e non equivoco, le indicazioni seguenti, conformemente a quanto previsto dalle norme relative a ciascun prodotto, sempre che, nel caso delle indicazioni facoltative, si preveda di farle figurare in etichetta: – la designazione della categoria, con l’indicazione, se del caso:  a) delle espressioni previste dall’art. 3 del decreto legislativo nonché del nome della denominazione di origine protetta o dell’indicazione geografica protetta;  b) dei nomi geografici previsti dai disciplinari, ai sensi dell’art. 4 del decreto; c) della menzione vigna, in conformità dell’art. 6, comma 8, del decreto legislativo; – i termini che indicano il tenore di zucchero; – la provenienza; – il colore; – i termini che si riferiscono a determinati metodi di produzione; – l’annata; 

– il nome di una o più varietà di vite o dei loro sinonimi; 
 
– le menzioni tradizionali. – trattandosi di  vino atto a DOP imbottigliato, si riporterà il lotto comunicato alla OdC che identifica la partita imbottigliata.  Nel caso di prodotti atti a DOP e nel caso specifico, sarà indicato che trattasi di vino atto a diventare vino a DOP (riportare la denominazione) non in vendita per il quale si chiederà o è in corso la certificazione. Quanto alla tenuta ai registri telematici, l’apposita Guida  e le informazioni ufficiali pubblicate sul sito del SIAN, prevedono che sugli stessi registri figurino (utilizzando gli specifici codici) informazioni relativi all’imbottigliamento e alla etichettatura dei vini atti a dare vino a DOP etichettati o meno, muniti di contrassegno o meno. Fatte salve le disposizioni più restrittive previste negli specifici disciplinari di produzione, le partite di vino, dalle quali sono stati prelevati i campioni, non possono essere rimosse dal luogo e dai recipienti ove si trovano al momento del prelievo, nel periodo compreso tra il prelievo stesso e la ultimazione dell'esame analitico e organolettico o analitico. Il codice “certificato” sarà attribuito ai prodotti vitivinicoli per i quali sia stato rilasciato un certificato di idoneità (DOCG/DOC) e se del caso al momento della applicazione del contrassegno quando previsto. In conclusione, al riguardo del quesito formulato, si è dell’avviso che alle condizioni sopra richiamate, è consentito procedere non solo all’imbottigliamento, ma anche alla etichettatura di un vino atto a dare vino a DOP prima del prelevamento mirato all’ottenimento della certificazione. E’ doveroso segnalare che potrebbero insorgere problemi qualora il prodotto atto nel corso della certificazione (esami analitici e organolettici) risultasse non conforme. RIFERIMENTI NORMATIVI:  Reg. UE n. 274/2017, DM 12 marzo 2019, Guida alla tenuta dei registri telematici , art. 17 del DM 13/08/2012.