Paese: Nuova Zelanda
Elemento scheda: Tasse e dazi

Guida all’esportazione del Vino 

Nuova Zelanda

 

 2018

 

PREMESSA – IL CONSUMO DI VINO NEL MONDO

 

Il consumo mondiale di vino 2016 è stimato a 242 Mio hl, pari a una leggera crescita di 0,9 Mio hl rispetto al 2015. Fattore questo che deve essere considerato con la dovuta cautela, tenuto conto del margine di errore insito nel monitoraggio del consumo mondiale.

 

Gli Stati Uniti, con un consumo stimato a 31,8 Mio hl, confermano la loro posizione di primo consumatore mondiale dal 2011, con il livello della domanda interna in crescita rispetto al consumo dell'anno precedente (+2,5% rispetto al 2015).

 

La diminuzione dei consumi dei paesi europei tradizionalmente produttori e consumatori registra una pausa: leggero calo in Francia (27 Mio hl: -0,2 Mio hl rispetto al 2015), consumo stabile in Spagna (9,9 Mio hl) e in Portogallo (4,8 Mio hl), notevole aumento in Italia per il secondo anno consecutivo (+1,1 Mio hl: +5% rispetto al 2015), dove nel 2016 il consumo arriva a 22,5 Mio hl.

 

Il Regno Unito registra nuovamente una crescita del mercato interno di circa 200 mhl, raggiungendo i 13 Mio hl. La Germania (20,2 Mio hl) farebbe registrare una riduzione dei consumi di circa 0,4 Mio hl (-1,8% rispetto al 2015).

Per quanto riguarda la Cina, il consumo 2016, ottenuto facendo un bilancio, dovrebbe superare i 17 Mio hl (+6,9 rispetto al 2015), in ripresa dopo le battute di arresto degli anni precedenti che avevano interrotto la rapida crescita della domanda interna sin dal primo decennio del 2000.

 

In Oceania, il consumo dei mercati australiano e neozelandese si è leggermente contratto nel 2015 per effetto del calo del consumo australiano: il 2016 segna il ritorno al livello del 2014 (6,3 Mio hl).

Il consumo in Sud Africa sembra registrare un nuovo aumento tra il 2015 e il 2016, toccando i 4,4 Mio hl (+3% rispetto al 2015).

 

In America latina i consumi interni del 2016 sono in calo rispetto al 2015, in particolare in Argentina (9,4 Mio hl: -8% rispetto al 2015) e in Brasile (2,9 Mio hl: -12% rispetto al 2015). Tuttavia, il consumo cileno appare in progressione del 5% (2,2 Mio hl), sebbene in seguito a una caduta considerevole (850 mhl) tra il 2014 e il 2015.

 

In Ungheria e in Romania i consumi interni 2016 diminuiscono rispetto al 2015, sebbene si debba tener conto della difficoltà di quantificare l'autoconsumo rumeno.

 

Fonte: organizzazione internazionale della vigna e del vino – OIVINFORMAZIONI INTRODUTTIVE 

 

 

IL PAESE

 

   Il territorio neozelandese comprende due isole principali, l’Isola del Nord e l’Isola del Sud, la cui superficie totale è pari circa a 268.000 km2. Il Paese presenta un clima temperato, pur con forti contrasti climatici regionali. Si consideri inoltre che la Nuova Zelanda è un territorio prevalentemente montagnoso. 

Negli ultimi vent’anni il governo neozelandese ha trasformato l’economia del Paese da prevalentemente agricola e dipendente dall’accesso agevolato al mercato britannico in un’economia di libero mercato, più industrializzata e in grado di competere in maniera concorrenziale a livello mondiale. Questa crescita dinamica, nonostante abbia emarginato coloro che si trovavano nella fascia economica più bassa, ha incrementato il reddito reale oltre ad aver ampliato e approfondito le capacità tecnologiche del settore industriale. A parità di potere d’acquisto, il reddito pro capite è aumentato per dieci anni consecutivi fino al 2007 ma è diminuito nel 2008-2009. La contrazione del debito per finanziare le spese in consumi ha portato una forte crescita economica nella prima metà del decennio, contribuendo ad alimentare un grande deficit della bilancia dei pagamenti e diventando una vera sfida per gli economisti a capo del Paese. L’afflusso dei capitali internazionali attratti dai tassi alti ha rafforzato ulteriormente il mercato immobiliare e valutario, pur peggiorando il deficit delle partite correnti. L’economia neozelandese ha subito una recessione prima dell’inizio della crisi finanziaria globale, registrando una contrazione durante cinque trimestri consecutivi tra il 2008 e il 2009. In linea con le altre banche centrali a livello mondiale, la Banca centrale neozelandese ha tagliato in maniera decisa i tassi d’interesse e lo Stato ha adottato delle misure fiscali per incentivare l’economia. Nel 2009 l’economia ha registrato una diminuzione dell’1,4% ma è uscita dalla crisi finanziaria alla fine dello stesso anno. Ciò nonostante, i principali settori commerciali rimangono vulnerabili a causa della debole domanda esterna. In futuro, il governo intende innalzare la crescita produttiva e sviluppare le infrastrutture cercando di controllare la spesa pubblica.

 

(Fonte: camera di commercio italiana in Nuova Zelanda)

DATI STATISTICI DEMOGRAFICI ED ECONOMICI 

Capitale

Wellington

Superficie

268.838 km2

Popolazione

4.474.549 (luglio 2016)

 

 

Principali città

Auckland, Christchurch, Wellington

Città portuali

Auckland, Lyttelton, Tauranga, Wellington, Whangarei, Manukau Harbor

Lingua

Inglese (ufficiale), Maori (ufficiale)

Tasso di crescita della popolazione

2,8% (2016) – rispetto al mondo:103

Gruppi Etnici

Europei 56,8%, Asiatici 8%, Maori 7,4%, Abitanti delle Isole del Pacifico 4,6%, Meticci 9,7%, Altri 13,5%

Religioni

Anglicani 13,8%, Cattolici Romani 12,6%, Presbiteriani, Congregazionalisti e Riformati 10%, Cristiani 4,6%, Metodisti 3%, Pentecostali 2%, Battisti 1,4%, Altri cristiani 3,8%, Cristiani Maori 1,6%, Indù 1,6%, Buddisti 1,3%, Altre religioni 2,2%, Atei 32,2%, Non identificati 9,9%

Moneta

Dollaro neozelandese (NZD)

Forma istituzionale

Democrazia parlamentare

Tasso di cambio a gennaio 2018

1 NZD = 0,6 EUR 

Membro di

ADB, ANZUS (gli USA hanno sospeso gli obblighi fiscali alla Nuova Zelanda l’11 Agosto 1986), APEC, ARF, ASEAN (partner), Australia Group, BIS, C, CD, CP, EAS, EBRD, FAO, FATF, IAEA, IBRD, ICAO, ICC (comitato nazionale), ICCt, ICRM, IDA, IEA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC (NGOs), MIGA, NSG, OECD, OPCW, Pacific Alliance (osservatore), Paris Club (associate), PCA, PIF, SICA (osservatore), Sparteca, SPC, UN, UN Security Council (temporaneo), UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNMISS, UNTSO, UPU, WCO, WFTU (NGOs), WHO, WIPO, WMO, WTO

Fonti: CIA “WORLD FACTBOOK”; https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/ e ICE  www.ice.gov.it 

 

IL MERCATO NEOZELANDESE

ASPETTI GENERALI DEL MERCATO NEOZELANDESE

La Nuova Zelanda presenta un mercato altamente sviluppato ed un’economia di mercato libera e aperta. Nel tempo, il Paese ha sviluppato una cultura del vino e il consumo annuo si attesta a circa 21 litri pro capite. La produzione nazionale di vino è ammontata a 3,1 milioni di ettolitri nel 2016. La Nuova Zelanda presenta sistemi di controllo sull’esportazione dei vini volti a salvaguardare la reputazione del vino neozelandese nei mercati esteri, prevenendo l’esportazione di vini con evidenti difetti.

La superficie vitata nel Paese ha visto una costante crescita, arrivando quasi a raddoppiare rispetto al 2004. Ad oggi contiamo circa 35.733 ettari di superficie vitata e l'uva rappresenta il raccolto principale nella categoria dei prodotti orticoli. La Nuova Zelanda è la patria di quello che molti critici di vino considerano il miglior Sauvignon Blanc del mondo. Tuttavia, nel Paese si producono anche altre varietà tra cui Chardonnay, Pinot Grigio, Riesling, Merlot e Pinot Nero. Marlborough è la regione viticola più conosciuta e, nel 2015, ha prodotto in effetti il 65% del raccolto nazionale. Sempre nel 2015, il Sauvignon Blanc rappresentava il 56,5% del vino prodotto nel Paese mentre nel 2013 deteneva una quota di mercato pari a circa il 73%. Attualmente, esistono 698 cantine operative nel Paese.

Il settore vitivinicolo neozelandese si è prefissato l'obiettivo di diventare il primo al mondo ad essere al 100% sostenibile. Coerentemente con quest'obiettivo, nel 2007 la Nuova Zelanda si è dotata di una politica per la sostenibilità della produzione vinicola denominata "New Zealand Winegrowers Sustainability Policy". Tale politica è volta a far sì che, a partire dal 2012, tutte le cantine e aziende viticole neozelandesi operino sulla base di un programma di sostenibilità sottoposto a un audit esterno. Si stima che, ad oggi, oltre il 94% delle vigne produttive sita effettivamente seguendo questo sistema.

Il New Zealand Wine Growers Annual Report ha registrato che nel 2012/13 le esportazioni del Paese si sono ridotte, passando dai 178,9 milioni di litri dell’anno precedente ai 169,7 milioni di litri nel 2012. In termini di valore, invece, c'è stato un aumento di 1,21 miliardi di NZD, con un prezzo medio per litro pari a circa 7,13 NZD. Le esportazioni di Sauvignon Blanc rappresentano da sole circa l’84% delle esportazioni. I Paesi meta delle esportazioni neozelandesi sono, per valore, Australia (373 milioni di NZD), USA (283 milioni di NZD), Regno Unito (278 milioni di NZD) e Canada (78 milioni di NZD).

Il consumo di vini nazionali era pari a circa 52,4 milioni di litri nel 2012/2013, a fronte di un consumo totale di 93,3 milioni di litri; vediamo quindi che i vini importati rappresentano circa il 36% del mercato. Le importazioni negli stessi anni hanno rappresentato circa il 44% del totale del vino consumato. Il mercato totale delle importazioni è aumentato di 129 milioni di USD nel 2012/13, mentre il consumo di vino è generalmente aumentato nel tempo.

L’Australia rappresenta il maggior esportatore nel mercato, con una quota del 60% per valore e circa dell’80% per volume. Il Sud Africa, la cui quota di mercato di mercato è aumentata di molto nel 2008 ma è poi andata in declino nel periodo 2010/11, è attualmente il secondo maggior esportatore di vino per volume in Nuova Zelanda. I vini francesi rappresentano una percentuale inferiore al 25% del mercato per valore e al 5% per volume. La restante quota di mercato è rappresentata da Paesi quali Italia, Spagna, Cile e Argentina.

I vini che godono di una forte reputazione nei mercati internazionali sono quelli che hanno maggiore successo anche nel mercato neozelandese. I brand venduti nei negozi al dettaglio non rappresentano un’elevata quota di mercato per le vendite in quanto non possiedono supporto promozionale da parte delle cantine. 

SITUAZIONE DEL VINO ITALIANO NEL MERCATO

IL CONSUMATORE NEOZELANDASE

Nella propria scelta d'acquisto, i consumatori di vino neozelandesi sono influenzati da fattori quali la qualità e la popolarità del brand. La società è prevalentemente urbanizzata e la maggior parte della popolazione risiede nelle aree urbane di Auckland, Wellington e Christchurch. I consumatori sono molto fedeli ai vini bianchi locali; tuttavia, consumano anche molto vino rosso australiano, soprattutto Shiraz, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Il 60% delle vendite di vino sono concluse nei supermercati, leader nella vendita al dettaglio dominata a sua volta dalle catene Foodstuffs Limited e Progressive Enterprises. La prima controlla circa il 55% degli scambi commerciali effettuati nei supermercati, mentre la restante percentuale è nelle mani della Progressive Enterprises (che è stata recentemente acquisita dall'australiana Woolworths Australia). È presso la sede principale di Auckland che vengono assunte la maggior parte delle decisioni di acquisto sui prodotti importati.

Tra gli altri maggiori canali distributivi del vino ricordiamo i negozi di liquori, le enoteche specializzate, nonché i ristoranti e gli hotel che commercializzano vino da consumare presso i propri locali. Anche le spedizioni dirette stanno assumendo sempre più importanza, soprattutto per le cantine con un sistema di vendita diretta. Nel 2012, le vendite off-trade (quelle per il consumo al di fuori dei locali commerciali) hanno rappresentato circa l’81% del totale delle vendite in termini di volume e il 65% del totale in valore.

I neozelandesi consumano principalmente vino bianco, anche se il consumo dei rossi è in costante ascesa. Si osserva inoltre un miglioramento qualitativo nei gusti dei consumatori, con i vini imbottigliati che guadagnano quote di mercato a discapito dello sfuso.

Per promuovere i vini di qualità, si ricorre prevalentemente a degustazioni organizzate per gli esperti del settore, nonché all'invio di campioni presso negozi specializzati e supermercati.

È essenziale che le aziende offrano il proprio supporto ai distributori per la promozione del proprio brand, onde evitare l'eliminazione della propria linea a causa di vendite scarse. Quando ci si affaccia per la prima volta sul mercato neozelandese, è infatti fondamentale presentarsi con una campagna di promozione solida e forte di un budget dedicato. In genere si stringono accordi con i distributori sulla base dei quali l'azienda si impegna, anche a livello finanziario, a sostenere il lancio delle nuove etichette. Sarebbe opportuno concordare con gli agenti una forma di supporto promozionale sul medio-lungo termine, almeno per i primi 3 / 5 anni.

La pubblicità dei vini si fa soprattutto sulla carta stampata, talvolta anche in collaborazione con i dettaglianti più importanti (ed eventuali sconti sui prodotti sono generalmente a carico del fornitore).

I raccolti abbondanti delle ultime annate hanno provocato un contenimento dei prezzi dei vini neozelandesi e, in seguito all'apertura e deregolamentazione del mercato, si sono osservate una crescita delle importazioni e una maggiore concorrenza.

 

Il mercato dei vini spumanti merita particolare attenzione. Va però detto che, secondo alcuni analisti, vista la popolazione esigua della Nuova Zelanda, i brand già disponibili sul mercato potrebbero essere fin troppo numerosi.