Paese: Giappone
Elemento scheda: Procedure per esportazione

DOCUMENTAZIONE EXPORT 

Le procedure di sdoganamento e di riscossione dei dazi all'importazione sono di competenza del Ministero della Finanza. Le ispezioni doganali e la quarantena ricadono invece sotto la responsabilità del Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare.

CERTIFICATI PER L’IMPORTAZIONE

Certificato giapponese di esportazione 

Ai fini dell’ingresso delle merci in Giappone, è necessaria un’analisi chimica del prodotto. L'analisi può essere effettuata inviando un campione del vino da importare ad un laboratorio accreditato dal Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare o presso laboratori accreditati dall’agenzia governativa competente.

Le analisi richieste per il vino includono:

  • Gravità specifica 20/20C
  • Acidità volatile g/L
  • Glucosio+ Fruttosio g/L
  • Anidride solforosa libera mg/L
  • Anidride solforosa totale mg/L
  • Alcol %v/v
  • Acidità titolabile g/L
  • Estratto secco totale g/L
  • Acido sorbico mg/L

PROCEDURE PER L'ESPORTAZIONE

Dichiarazione di importazione  (Dogane giapponesi: www.customs.go.jp/english/summary/import.htm)

Articoli 67-72 della Legge sulle dogane (Customs Law)

  1. Completamento e presentazione della Dichiarazione di importazione

La dichiarazione di importazione deve descrivere la quantità, il valore delle merci ed eventuali altri dettagli. Generalmente, la dichiarazione va effettuata dopo la consegna delle merci presso un’area "Hozei" * o altre zone speciali designate. Nel caso di merci specifiche che richiedano l'approvazione da parte del Direttore generale delle dogane, la dichiarazione può essere effettuata mentre la merce è a bordo della nave (o altro vettore) o comunque prima della consegna presso la zona Hozei.

  1. Dichiarante

In linea di principio, la dichiarazione per l’importazione deve essere effettuata da chi sta importando la merce. Generalmente, è un intermediario doganale ad occuparsi di trasmettere la dichiarazione, su procura dell'importatore.

  1. Documenti da presentare

Articolo 68 della Legge sulle dogane (Customs Law

La dichiarazione per l’importazione (Modulo doganale C-5020) deve essere prodotta in triplice copia e consegnata alla dogana insieme ai seguenti documenti: 

  • Fattura;
  • Polizza di carico/lettera di vettura aerea;
  • Certificato di origine (se è applicabile una tariffa preferenziale);
  • Sistema delle preferenze generalizzate (SPG), certificato d'origine (Modulo A) se si applica una tariffa preferenziale;
  • Packing list, resoconto delle merci trasportate, certificati di assicurazione, ecc.;
  • Licenze e certificati richiesti da leggi e normative diverse dalla Legge sulle dogane (laddove tali normative limitino l'import delle merci);
  • Ricevuta di pagamento dei dazi doganali

Modulo di notifica per l’importazione dei prodotti alimentari

Tutti i prodotti alimentari importati in Giappone devono essere accompagnati da un "Modulo di notifica di importazione di prodotti alimentari", da presentare all'ufficio di quarantena. Nel caso in cui non sia richiesta un’ispezione, all’importatore viene consegnato un Certificato di notifica che gli consentirà di sdoganare la merce.

Nel caso in cui si renda invece necessaria un’ispezione, viene emesso un Ordine di ispezione e l'importazione è bloccata fino alla verifica della conformità delle merci. I fattori che più frequentemente comportano ispezioni sono: precedenti violazioni della legge, luogo di produzione della merce o prodotti speciali (talvolta si richiede un'ispezione nel caso di prima importazione di un prodotto). Il costo delle ispezioni è sostenuto dall'importatore. 

I carichi che risultano conformi sono liberati dalla zona franca con un certificato di notifica. I carichi non conformi non potranno essere importati in Giappone e verranno o distrutti o rispediti.

Licenza per l’importazione

Ai sensi della Legge in materia di tassa sui liquori (Liquor Tax Act), il commercio dell’alcol in Giappone può essere praticato solo da venditori titolari di licenza per la vendita di prodotti alcolici rilasciata dall'autorità fiscale.

Dal 2003 il sistema delle licenze è stato molto snellito, autorizzando al commercio di alcolici molti distributori, negozi al dettaglio (inclusi supermarket), negozi specializzati e discount. Esistono diversi tipi di licenza in base alla tipologia di alcolici che possono essere commercializzati e al canale di distribuzione. 

Sul territorio giapponese sono presenti, per il transito delle merci, delle aree Hozei che permettono di depositare le merci, che verranno poi esportate, trasformate o rivendute. I territori sono identificati dal Ministero delle Finanze o autorizzati dalla Direzione Generale della Dogana e possono essere identificati in aree territoriali definite, costruzioni o magazzini appositamente costituiti. Le aree Hozei sono classificate a seconda del periodo di permanenza della merce nell’area, più precisamente vi sono aree per depositi che non eccedono 1 mese di permanenza e sono aree gestite a livello locale. Vi sono poi aree per depositi da 1 mese a 2 anni, con possibilità di proroghe, gestiti dalla Direzione Generale della Dogana. Vi sono zone in cui i prodotti possono rimanere per un massimo di 2 anni, ma possono esser ottenute proroghe richiedendone l’autorizzazione alla Direzione Generale della Dogana. Queste aree sono dedicate o alla mera trasformazione del prodotto, o al deposito, alla lavorazione e alla successiva esportazione della merce, quest’ultima è definita “area integrata”. Ulteriore zona Hozei è quella dedicata all’esposizione della merce; in tal caso non vi è un periodo prestabilito di permanenza, ma viene determinato di volta in volta dalla Direzione Generale della Dogana.

Procedura di notifica di importazione di prodotti alimentari e simili 

 

Autorizzazione per la produzione di alimenti esteri: si tratta di un documento che certifica che un produttore di prodotti alimentari è stato autorizzato dall’autorità competente nel Paese per l’esportazione di tali prodotti, che si attengono all’analisi dei rischi e dei punti critici. Esso può essere richiesto al momento dell’arrivo della merce alla dogana e dell’accesso al mercato. 

L’autorizzazione deve essere richiesta da parte del produttore all’autorità responsabile del proprio Paese. Non è richiesto un formato specifico. L’autorizzazione può essere presentata in qualsiasi lingua, anche se potrà essere richiesta una traduzione o in giapponese o in inglese. Dovrà essere consegnata in formato originale. 

 

Certificato di analisi: si tratta di un documento che certifica che sono stati effettuati gli opportuni test di laboratorio microbiologici e fisici/chimici sulla merce nel Paese di esportazione. 

Questo certificato è richiesto al momento dell’arrivo della merce alla dogana e dell’accesso nel mercato. Esso deve essere presentato o in giapponese o in inglese e non è richiesto nessuno specifico formato. Il contenuto minimo richiesto è il seguente:

  • Origine della merce.
  • Data dell’analisi.
  • Nome e indirizzo del laboratorio che ha condotto l’analisi.
  • Numero di registrazione del certificato di analisi.
  • Descrizione dei campioni e delle loro caratteristiche.
  • Risultati delle analisi chimico/fisiche.
  • Risultati dei test microbiologici (inclusa la presenza di germi per grammo).
  • Riferimento alle procedure effettuate nello svolgere il test e ai metodi analitici utilizzati, inclusi i criteri e i limiti.
  • Spiegazione dell’uso che si farà dei materiali testati e istruzioni per il loro utilizzo.
  • Lista delle persone che hanno effettuato le analisi.
  • Dichiarazione del fatto che i risultati delle analisi sono conformi ai requisiti imposti dalla normativa giapponese.
  • Dichiarazione rispetto al trasporto, confezionamento, distribuzione e condizioni di scarico delle merci.
  • Firma del direttore del laboratorio in cui si è effettuata l’analisi o di un rappresentante autorizzato.

Fonte: Commissione Europea