Paese: Germania
Elemento scheda: Tasse e dazi

1) Con atto di citazione notificato in data 23/10/2014 la Franco Curletto srl e Franco Curletto personalmente hanno convenuto in giudizio la Bellezza e Benessere di Guasto Barbara & C. sas, Barbara Guasto (in proprio e quale socia accomandataria della Bellezza e Benessere), Emma Pappalardo (quale socia accomandante della Bellezza e Benessere), la Liberty sas di Gattuso Ylenia & C., Ylenia Gattuso e Pasquale Leone, riferendo:

-che la Franco Curletto srl, in forza di licenze concesse a titolo gratuito e con facoltà di sublicenza, utilizza nell’esercizio della propria attività di acconciature per uomo e per donna alcuni marchi registrati ed uno specifico know how relativo alle tecniche di taglio e colorazione dei capelli, all’ottimizzazione dei servizi commerciali nel settore delle acconciature, alla gestione del salone e del personale, alle relazioni commerciali con fornitori e case di moda;

-che da alcuni anni la Franco Curletto è franchisor di una serie di saloni, gestiti in autonomia da professionisti, per lo più formatisi nei saloni della Curletto, e che in forza dei contratti di affiliazione la rete utilizza il marchio, il know how suddetto e usufruisce dell’avviamento e dell’assistenza della Curletto, a fronte del pagamento di una royalty annuale e alla partecipazione dei dipendenti alle sfilate cui prende parte la Curletto;

-che gli affiliati sono tenuti ad obblighi di non concorrenza con i tre saloni della Curletto (a Torino in c.so Ferrucci e in c.so Casale e a Milano) e con gli altri saloni della rete: divieto, durante la validità del contratto di franchising, di svolgere attività che per oggetto o ubicazione, sia in concorrenza con quella dell’affiliante o della rete, direttamente o per interposta persona, pena il risarcimento danni nella misura di €. 50.000; divieto di assunzione di dipendenti o collaboratori che lavorino o abbiano lavorato negli altri saloni della rete nell’anno precedente, pena pagamento  risarcimento nella misura di €. 5.000; impegno a non promuovere l’acquisizione della clientela di altri saloni della rete;

- che la sig.ra Barbara Guasto ha lavorato come dipendente della Curletto dal 7/12/1988 al giugno 2003 e poi ha stipulato, in data 28/1/2005, un primo contratto di affiliazione tra la Bellezza e Benessere (società di cui è socio accomandatario) e la Curletto, relativo al Salone sito in Torino, strada comunale di Fenestrelle, per €. 2.500 + Iva di royalties all’anno;

-che tale contratto è scaduto l’1/1/2009, che le parti hanno continuato ad osservarne le prescrizioni, che in data 19/12/2011 La Curletto e la Bellezza e Benessere hanno stipulato altri due contratti di affiliazione commerciale, uno relativo al Salone di Torino, l’altro relativo al Salone di Chieri; che tali contratti sono stati sottoscritti dalla Guasto, inoltre che come amministratore della Bellezza e Benessere sas, anche personalmente e in qualità di gestore del salone, così da assumere la responsabilità in solido, illimitata e diretta verso l’affiliante per tutte le obbligazioni assunte dall’affiliato;

-che i nuovi contratti prevedevano anche l’obbligo di restare una fideiussione per ciascuno contratto, di pagare una entry free e di corrispondere una royalty annuale di €. 2.000 per Torino ed €. 4.000 per Chieri, oltre un corrispettivo annuale per la consulenza dell’affiliante, e che, infine, in deroga alle previsioni contrattuali, era stato pattuito che venisse rilasciata una sola fideiussione per i due contratti (fideiussione poi però mai rilasciata);

-che nel luglio 2012 la Bellezza e Benessere aveva comunicato alla Curletto di voler cedere il ramo di azienda relativo al Salone di Chieri ad uno dei suoi dipendenti, Carmelo Castello, che la Curletto aveva accettato, prevedendo lo scioglimento del contratto con la Bellezza e Benessere e la conclusione di un nuovo contratto di affiliazione con il sig. Castello, e che nell’occasione di queste trattative essa aveva ricordato alla Bellezza e Benessere l’obbligo di pagamento delle tranches delle royalties non ancora onorate;

- che dopo l’estate 2012 la sig.ra Guasto aveva proposto alla Curletto di riorganizzare il Salone di Torino e che le sarebbe piaciuto aprire un salone (non solo per acconciature, ma anche per estetica) nella zona della p.zza Gran Madre;

- che la Curletto aveva rifiutato, dal momento che in detta zona vi erano  già altri Saloni della rete (come quello in c.so Casale 26/E), e che le trattative erano arrivate alla decisione che il ramo di azienda di Chieri sarebbe stato ceduto, come detto sopra, che la Bellezza e Benessere avrebbe continuato l’attività presso il Salone di Torino e che le sarebbe stata concessa una dilazione nel pagamento delle royalties e per la stipulazione della fideiussione;

-che con lettere del 26/10/2012 erano stati formalizzati questi accordi, che in esecuzione degli stessi era stato sciolto il contratto tra la Curletto e la Bellezza e Benessere relativo al Salone di Chieri e che il contratto relativo al Salone di Torino era stato modificato, venendo eliminato il riferimento al Salone di Chieri e venendo prevista la proroga del termine per la stipulazione della fideiussione (fino al 31/1/2013), e che era stata confermata l’efficacia del contratto fino alla scadenza naturale;

-che, inaspettatamente, in data 27/12/2012, la sig.ra Guasto aveva comunicato alla Curletto, tramite raccomandata, il proprio recesso dal contratto (pur non essendo prevista dal medesimo questa facoltà), con efficacia decorrente dal 31/12/2012, giustificando tale recesso con il fatto di un imminente trasferimento della famiglia fuori dall’Italia, a causa della grave situazione economica;

-che la Curletto, con lettera 21/1/20134, aveva respinto il recesso e aveva invitato la Bellezza e Benessere e la Guasto ad adempiere alle obbligazioni contrattuali (pagamento delle somme pregresse non corrisposte- debito riconosciuto il 26/10/2012 e scadenze successive-;pagamento delle ulteriori royalties maturate; prestazione della fideiussione);

-che la sig.ra Guasto aveva pagato, in data 24/5/2013, tramite bonifico, la somma di €. 5.500,68, costituente solo parziale pagamento dei suoi debiti;

-che gli attori, con raccomandata 7/8/2013, avevano ribadito l’inefficacia del recesso e avevano intimato alla Guasto e alla Bellezza e Benessere di adempiere alle obbligazioni contrattuali tra cui quella di non svolgere attività in concorrenza con la Curletto, senza ottenere risposta;

-che nel settembre 2013 gli attori avevano constatato che in data 26/7/2013 la Guasto aveva chiesto alla Camera di Commercio di Torino la cancellazione della Bellezza e Benessere per cessazione dell’attività (peraltro la società ad oggi risultava non cancellata, ma solo inattiva)-e nelle azioni giudiziarie gli attori, pur non ritenendo non estinta detta società, hanno chiamato in giudizio anche i successori ex lege della Bellezza e Benessere, la sig.ra Guasto e la di lei madre, Emma Pappalardo-;

-che nello stesso periodo gli attori avevano scoperto anche che la sig.ra Guasto aveva iniziato una nuova attività in concorrenza con la Curletto e con la rete, nascondendosi dietro una prestanome;

-che, in particolare, in data 21/1/2013 (iscrizione 24/1/2013) era stata costituita la Liberty sas di Gattuso Ylenia & C., avente come oggetto sociale l’esercizio di un salone di bellezza, che Ylenia Gattuso, ex dipendente del Salone di Torino gestito dalla Bellezza e Benessere, era diventata socia accomandataria della Liberty e titolare della quota di €. 30, che Pasquale Leone, marito della sig.ra Guasto, era divenuto socio accomandante e titolare della quota maggioritaria di €. 970 e che poi al sig. Leone era subentrata come socia accomandante la sig.ra Barbara Faraone;

-che la Liberty aveva iniziato l’attività in data 26/6/2013, che essa utilizza il marchio Venery Beauty Center, registrato dal sig. Pasquale Leone      (di professione palchettista), e che la sig.ra Guasto è stata vista più volte lavorare presso il Saone della Liberty, in zona Gran Madre, via Mancini;

-che in realtà la sig.ra Guasto è addirittura titolare del Salone Venery e amministratrice di fatto e socio occulto della Liberty sas e che in tale Salone lavorano anche delle ex dipendenti del Salone di Torino della Bellezza e Benessere;              

-che gli attori, con lettera raccomandata del 31/10/2013, hanno diffidato la sig.ra Guasto a cessare immediatamente l’attività concorrenziale presso il Venery Beauty Center, la Bellezza e Benessere e la Guasto a corrispondere la somma di €. 50.000 prevista dal contratto per violazione dell’obbligo di non concorrenza e la Liberty a cessare di avvalersi dell’opera della Guasto e ogni altro comportamento di concorrenza sleale;

-che le convenute hanno negato il coinvolgimento della sig.ra Guasto nel Venery Center;

-che l’analisi dei dati della Curletto relativi all’esercizio al 31/12/2013 del Salone di c.so Casale 26/E ha evidenziato una flessione degli incassi;

-che gli attori hanno, in data 11/3/2014, depositato ricorso cautelare per ottenere che fosse inibito alle parti convenute di continuare lo svolgimento di attività in concorrenza con quella della Curletto, che il Tribunale di Torino ha, con ordinanza 12/5/2014, inibito alla Guasto e alla Bellezza e Benessere lo svolgimento, in qualsiasi forma, diretta o indiretta, di attività di concorrenza con quella svolta dalla Curletto in violazione del patto di non concorrenza, con previsione di una penale di €. 200 per ogni violazione successiva, respingendo invece le domande cautelari nei confronti degli altri convenuti.   A questo punto gli attori hanno sostenuto:

-che la sig.ra Guasto ha violato l’ordinanza di inibitoria, continuando a prestare attività lavorativa presso il Venery Center;

-che il recesso dal contratto di affiliazione relativo al Salone di Torino è inefficace e che la Bellezza e Benessere e la Guasto devono pagare le royalties scadute e quelle sino alla scadenza del contratto (18/11/2016), che costituiscono il danno da mancato guadagno;

-che la sig.ra Guasto ha violato l’obbligo di non svolgere attività concorrenziale in pendenza del contratto di affiliazione, svolgendo l’attività presso il Centro Venery (di cui è la reale titolare o comunque collaboratrice);

-che degli inadempimenti contrattuali della Guasto (mancata corresponsione delle royalties e violazione del patto di non concorrenza) devono rispondere anche i convenuti Liberty, Gattuso e Leone, perchè essi hanno agevolato tali inadempimenti (responsabilità aquiliana per lesione del credito);

-che la Liberty deve rispondere anche di concorrenza sleale, perché si è avvalsa dell’opera della sig.ra Guasto, vincolata alla Curletto da patto di non concorrenza, perché ha stornato dipendenti della rete, perché si presenta come continuazione del Salone di Torino della Bellezza e Benessere, perché sfrutta il know how della Curletto e perché svia sistematicamente la clientela della Curletto e della rete di affiliati,

-che a sua volta la Guasto è responsabile di concorrenza sleale per interposta persona, agendo a favore di un concorrente della Curletto;

-che in questa concorrenza sleale concorrono anche la Gattuso e il Leone, che hanno contribuito all’apertura e gestione del Salone della Liberty.                           

          Gli attori hanno concluso chiedendo:

-il pagamento, da parte di Guasto e Bellezza e Benessere, della penale per violazione dell’ordinanza cautelare;

-il pagamento, da parte di Guasto e Bellezza e Benessere, della soma di €. 50.000 per violazione dell’art. 7.1 del contratto 19/12/2011;

-il pagamento, da parte di Guasto e Bellezza e Benessere, delle royalties dovute dall’1/1/2013 alla scadenza del contratto (18/12/2016);

-che sia ordinata la cessazione degli atti di concorrenza sleale, con previsione di penale;

-la condanna dei convenuti a risarcire i danni derivati dalla concorrenza sleale;

-l’accertamento del concorso negli inadempimenti contrattuali della Guasto e della Bellezza e Benessere da parte dei convenuti Liberty, Gattuso e Leone e la condanna degli stessi, ex art. 2043 c.c., al risarcimento del danno (pagamento dei 50.000 euro e delle royalties su citati).