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Paese: Canada
Elemento scheda: Informazioni introduttive

Guida all’esportazione del Vino

in Canada

 

         IL PAESE

 

 

 

Il Canada, secondo paese al mondo per estensione dopo la Russia, presenta una società ricca e industrializzata con un'economia che si colloca al 16° posto al mondo in termini di ricchezza prodotta (PIL).  Il paese è ricco di risorse naturali e presenta vaste aree scarsamente popolate: infatti, circa il 90% della popolazione vive entro 160 km dal confine con gli Stati Uniti.

L'industria vinicola nazionale produce 140 milioni di litri all'anno e il mercato canadese rappresenta per l'Italia il quinto maggiore mercato di esportazione.

Il mercato vinicolo è controllato dai liquor control board provinciali che operano in regime di monopolio nei rispettivi territori. Infatti ogni provincia canadese (ad eccezione dell'Alberta) conta su un liquor board provinciale controllato dal governo che regolamenta le licenze per la vendita di alcol, le importazioni di bevande alcoliche e le norme di etichettatura e confezionamento. Inoltre, ciascuna provincia può prevedere anche norme proprie. 

Vista la complessità del mercato, si raccomanda di utilizzare la presente scheda come guida e di consultare sempre il liquor control board della provincia nella quale si intende esportare.

 

Dati statistici e demografici

Capitale

Ottawa

Superficie

9.984.670 km2

Popolazione

35.881.659 (stima a luglio 2018)

Principali città

Toronto, Montreal, Vancouver, Ottawa, Calgary

Città portuali

Halifax, Saint John, Vancouver, Montreal, Québec City, Sept- Isles, Fraser River Port, Hamilton

Lingua

Inglese (ufficiale) 58,7%, Francese (ufficiale) 22%, Punjabi 1,4%, Italiano 1,3%, Spagnolo 1,3%, Tedesco 1,3%, Cantonese 1,2%, Tagalog 1,2%, Arabo 1,1%, altre lingue 10,5% (stime, 2011)

Tasso di crescita della popolazione

0,74% (stima 2016.) - rispetto al mondo: 146

Gruppi Etnici

Canadesi 32,2%, Inglesi 13,3%, Francesi 11,6%, Scozzesi 13,9%, Irlandesi 13,8%, Tedeschi 4.7%, Italiani 4,5%, Cinesi 4,5%, Indiani del Nord America 1,2%,  altri 0,3

Religioni

Cattolici 39% (Chiesa Cattolica Romana 38,8%, altre confessioni cattoliche.2%), Protestanti 20.3% (sono compresi: Chiesa Unita 6,1%, Anglicani 5%, Battisti 1,9%, Luterani 1,5%, Pentecostali 1,5%, Presbiteriani 1.4%, altre confessioni protestanti 2,9%), Ortodossi 1,6%, altri Cristiani 6,3%, Musulmani 3,2%, Indù 1,5%, Sikh 1,4%, Buddisti 1,1%, Ebrei 1%, altri 0,6%, nessuna religione 23,9% (stime 2011.)

Valuta

Dollaro canadese (CAD)

Forma istituzionale

Democrazia parlamentare, monarchia costituzionale e unione federale di dieci province e tre territori

Tasso di cambio 

1 EUR = 1,5 CAD (2019)

Membro di

APEC, Commonwealth, EBRD, NAFTA NATO, OAS, OCDE, ONU, OSCE, e osservatore del Consiglio d'Europa

ADB (membro non regionale), AfDB (membro non regionale r), Arctic Council, ARF, ASEAN (partner interlocutore), Australia Group, BIS, C, CD, CDB, CE (osservatore), EAPC, EBRD, EITI (Paese attuatore), FAO, FATF, G-7, G-8, G-10, G-20, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC (commissioni nazionali), ICCt, ICRM, IDA, IEA, IFAD, IFC, IFRCS, IGAD (partner), IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC (NGOs), MIGA, MINUSTAH, MONUSCO, NAFTA, NATO, NEA, NSG, OAS, OECD, OIF, OPCW, OSCE, Pacific Alliance (osservatore), Paris Club, PCA, PIF (partner), UN, UNCTAD, UNESCO, UNFICYP, UNHCR, UNMISS, UNRWA, UNTSO, UPU, WCO, WFTU (NGOs), WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Fonti: CIA “WORLD FACTBOOK”; https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/ e  ICE www.ice.gov.it  

 

ASPETTI GENERALI DEL MERCATO CANADESE

Il mercato del vino canadese è indubbiamente un mercato maturo che, nonostante le attuali congiunture economiche, continua a presentare dinamismo e una crescita rapida rispetto sia ai mercati limitrofi che al resto del mondo. 

I consumatori di questo paese ricercano prodotti importati di alta qualità e il vino italiano, sinonimo di tradizione, eccellenza e qualità, è tra i prodotti che hanno favorito maggiormente la crescita del mercato.

Nel 2017 la superficie vitata presente in Canada risultava pari a circa 11.500 ha; per raffronto, si consideri che, nello stesso anno, l’Italia presentava una superficie vitata di 652.217 ha.

Per ragioni climatiche e territoriali, in Canada la produzione di vino è limitata a poche aree produttive. Nel 2017, questa ammontava a 1.620.000 hl . L’Ontario fornisce approssimativamente l’80% del vino prodotto nel paese.

I vini esportati canadesi più famosi sono gli ice-wines, vini ottenuti dalla fermentazione di grappoli congelati. La Vintners Quality Alliance (VQA) rappresenta i produttori canadesi di vino qualità. I requisiti della VQA sono regolamentati dalla VQA Ontario e dal British Columbia Wine Institute (BCWI). Le province dell’Ontario e della British Columbia sono le uniche due aree del Canada attualmente in grado di produrre vini in conformità ai requisiti della VQA

Circa l’80% del mercato del vino in Canada viene soddisfatto dai prodotti importati, mentre il restante 20% viene gestito dalla produzione nazionale. 

La cultura francese del Québec ha portato il territorio a favorire i vini europei del “Vecchio Mondo”, anche se negli ultimi anni il vino proveniente dal “Nuovo Mondo” ha aumentato significativamente la propria quota di mercato. Oltre al Québec, consumi significativi si registrano in province quali l'Ontario, l'Alberta e la British Columbia. 

Ad eccezione di Alberta, la distribuzione di vino in Canada è controllata dalle “Provincial liquor authorities” (Commissioni Provinciali sulle Bevande Alcoliche). Queste autorità si occupano di fissare i prezzi e le quote e impongono, inoltre, che gli esportatori di vino si avvalgano di agenti registrati quali tramite del processo. 

Tuttavia, ci sono eccezioni alla vendita diretta al dettaglio presso i negozi del monopolio; tra queste ricordiamo i casi seguenti:

  • I negozi di alimentari con licenza e i minimarket nella provincia del Québec sono autorizzati a vendere vini imbottigliati all’interno della provincia e vini imbottigliati dalla SAQ (Société des alcools du Québec).
  • Nelle province dell'Ontario e della British Columbia le cantine locali sono autorizzate, su scala ridotta e limitata, ad avere un proprio punto vendita (con il nome della stessa società) per la vendita diretta del proprio vino. In Ontario, Andres-Hillebrand e Vinco, due delle principali aziende vitivinicole canadesi, gestiscono due catene di vendita al dettaglio dove sono autorizzati a commercializzare soltanto i propri vini, nonché quelli importati sfusi e successivamente tagliati e imbottigliati in Canada.
  • Nella British Columbia, negli anni '80 erano state concesse licenze di vendita a 12 negozi al dettaglio gestiti da privati. Inoltre, all'interno di hotel e location simili sono operativi 295 negozi indipendenti di vino e birra. Si ritiene che le restrizioni attualmente in vigore sul numero di tali negozi saranno presto rimosse; inoltre, nel 2002 questi negozi hanno ottenuto anche la licenza per vendere superalcolici.
  • Nella provincia di Manitoba, un numero limitato di esercizi commerciali al dettaglio ha ottenuto permessi per aprire negozi specializzati nella vendita di vino, importando i prodotti per il tramite della Manitoba Liquor Control Commission

L'esempio di successo di Alberta nella privatizzazione della vendita al dettaglio dei prodotti alcolici ha spinto altri liquor board provinciali ad allentare, in maniera graduale, alcuni controlli rispondendo in maniera più agile alla domanda dei consumatori, ampliando i negozi, la gamma dei prodotti a listino e mettendo in campo azioni di promozione ed educazione sul vino. Ad esempio, l'ente responsabile della distribuzione dei prodotti alcolici in British Columbia ha annunciato l'imminente privatizzazione delle operazioni di vendita al dettaglio mentre la Liquor Commission della Nova Scotia ha concesso quattro permessi per la creazione di negozi di vino e prodotti speciali privati all'interno della provincia. Inoltre, lo Saskatchewan ha avviato nel 2014 uno studio sul futuro dei negozi di alcolici, valutando l'opzione della privatizzazione secondo il modello dell'Alberta.

Il Canada gode di una forte stabilità delle istituzioni politiche e finanziarie e di un basso tasso di inflazione e di disoccupazione (rispettivamente dell’1,8% e del 6,9% nel 2014).

I monopoli

La commercializzazione dei vini e degli alcolici in Canada è riservata ai Liquor Control Boards che, in ogni provincia e territorio ad eccezione dell’Alberta, detengono il monopolio dell’importazione e della distribuzione. I Board sono totalmente indipendenti, ragione per cui le procedure e misure da essi adottate variano da provincia a provincia. In Alberta, il commercio e la distribuzione sono stati liberalizzati nel 1993 e lo Stato conserva unicamente il monopolio dell’importazione. I monopoli di tutte le province del Canada acquistano in proprio i vari vini e liquori compresi nei loro listini di vendita (listing), provvedendo anche allo stoccaggio ed alla distribuzione fisica dei prodotti. Fa eccezione la British Columbia, dove l’ente monopolistico esige che l’importazione e lo stoccaggio siano effettuati dall’agente, sul quale grava anche l’onere delle spese di magazzino.

Si ricorda comunque che la legge federale impone che tutti i Liquor Board provinciali agiscano come primi importatori di vino e bevande alcoliche.

L’agente

Per entrare nel mercato e mantenere una quota dello stesso, è di fondamentale importanza la figura dell’agente, le cui funzioni possono riassumersi come segue:

  • presentare nuovi prodotti al monopolio provinciale per conto del produttore estero;
  • promuovere la collocazione dei prodotti rappresentati nei vari punti vendita gestiti dal monopolio provinciale, poiché in alcune province i direttori dei negozi hanno competenza nel decidere quali prodotti inserire nell’assortimento del proprio punto vendita;
  • promuovere i prodotti rappresentati presso ristoranti, alberghi, club privati, anche organizzando degustazioni di vini per sommelier e ristoratori o altre attività promozionali;
  • svolgere attività di PR presso la stampa specializzata;
  • organizzare campagne pubblicitarie;
  • mantenere rapporti costanti con i funzionari del monopolio, quale rappresentante del produttore estero;
  • sorvegliare l’andamento del mercato, sia per i prodotti rappresentati sia in generale, informando debitamente i produttori.

Abitualmente, la commissione percepita dall’agente è pari al 10% del valore fatturato FOB Italia. Tuttavia, nel caso in cui l’agente assuma anche le spese di pubblicità, tale commissione può raggiungere il 20%.

Importazioni pubbliche e importazioni private

I monopoli provinciali operano, per i vini importati, secondo due diverse modalità:

  • Importazione “pubblica”: i vini, dopo essere stati sottoposti ad una serie di controlli qualitativi e organolettici, vengono inseriti nei listini di vendita dei monopoli e commercializzati attraverso le reti controllate.
  • Importazione “privata”: è consentita per i vini che non sono inclusi nei listini di cui sopra; anche questo tipo di importazione è controllata dal monopolio, il quale però si fa carico di procedere a detta importazione per conto di consumatori di diverse categorie (si veda il paragrafo sotto). Anche questi prodotti, prima di essere resi disponibili ai “consumatori-importatori”, debbono essere sottoposti ai medesimi controlli.

Le importazioni “private”

A ricorrere a tale sistema sono per lo più i ristoranti, le associazioni di buongustai e le organizzazioni di sommelier che desiderano avere a disposizione vini non compresi nei listini, per quanto ampi, degli enti monopolistici. D’altra parte, sono spesso gli agenti stessi a promuovere l’importazione “privata” presso la ristorazione, le associazioni o i semplici clienti privati, categoria che può spaziare dai singoli appassionati di vino alle aziende che acquistano grandi quantità per omaggi a clienti e dipendenti. La conseguenza immediata della promozione delle importazioni private da parte degli agenti è che, se questi riescono a dimostrare al monopolio che alcuni vini da loro rappresentati vengono già consumati in una certa misura nella provincia, diventa molto più agevole ottenerne l’ammissione nei listini di vendita.

Come detto, l’importazione viene effettuata sempre dal monopolio, ma su richiesta dei privati o degli agenti rappresentanti, i quali devono specificare nella richiesta il tipo di vino, il quantitativo che intendono importare nonché il prezzo FOB della partita già pattuito con l'azienda produttrice.

L’ente monopolistico, nel valutare la richiesta, elabora un prezzo di vendita che tiene conto delle spese di trasporto e di assicurazione, di dazi e imposte nonché delle altre spese ed oneri, a cui aggiunge un suo margine di profitto. Una volta che il richiedente ha versato un anticipo sul costo finale della partita, il monopolio provvede a ordinare i quantitativi stabiliti direttamente alle ditte produttrici. All’arrivo della merce, il monopolio avvisa gli interessati ai fini di un rapido ritiro e in seguito, entro 30 giorni dal ricevimento della merce, provvede a effettuare il pagamento al produttore. Il principale vantaggio di questo genere d’importazioni risiede nella possibilità per gli operatori canadesi di acquistare sostanzialmente qualsiasi vino di proprio gradimento.

È facile comprendere come siano i ristoranti a costituire il motore principale delle importazioni private, sia quando agiscono come singoli sia quando acquistano in gruppo, con lo scopo di poter offrire ai propri clienti prodotti “unici” di particolare pregio, piccole produzioni o semplicemente prodotti nuovi.

I processi di scelta e acquisto dei vini disponibili presso i punti vendita dei monopoli e dei vini importati privatamente si differenziano per le seguenti caratteristiche:

  • nel caso di prodotti messi in vendita nei negozi del monopolio, il consumatore (ristoratore o privato) opera una scelta su prodotti preselezionati dal monopolio stesso, ne paga il prezzo ed entra in possesso della merce all’atto del pagamento;
  • nel caso di prodotti di “importazione privata”, il consumatore (ristoratore o privato) fa una scelta predeterminata e precisa di un prodotto non disponibile sul mercato, effettua l’ordine al monopolio, pagandone in anticipo il prezzo fissato da quest’ultimo, e prende possesso della merce in un tempo successivo (a condizione che immagazzini la merce a sue spese).

In genere, per importazioni di vino che non superino i 45 litri, è consentito al destinatario il ritiro di persona della merce alla dogana. In questo caso, il costo della spedizione (che è a carico del mittente o del destinatario) è escluso dalla formula della maggiorazione normalmente applicata dal monopolio.

Gli alcolici- vini e liquori- raggiungono il consumatore canadese tramite i punti vendita gestiti o autorizzati dai monopoli, i ristoranti- solo per la consumazione sul posto- o l'importazione personale, possibile solo in quantità limitate. I Wine Club e i ristoranti acquistano gli alcolici dai monopoli, sia nei punti vendita tra i prodotti messi a disposizione dal monopolio che in modo diretto dal produttore, in regime di importazione privata, con un limite nelle quantità ma senza restrizioni sulla scelta del prodotto. I monopoli acquistano direttamente dal produttore, anche se l'agente (rappresentante del produttore sul territorio) è l'interlocutore privilegiato del monopolio nei suoi rapporti con il produttore. La legge federale Importation of Intoxicating Liquors Act concede alle sole autorità provinciali (i monopoli) il diritto di importare alcolici in Canada. Questo spiega perché la figura del monopolio nella catena di distribuzione sia una figura centrale in tutte le province, anche quelle in cui la commercializzazione è stata liberalizzata.

Forme di pagamento 

Trattandosi di importazioni effettuate in regime di monopolio dai vari enti provinciali, i pagamenti vengono generalmente effettuati solo dopo la consegna della merce e secondo termini che variano da provincia a provincia. La Société des alcools du Québec, per esempio, effettua normalmente i pagamenti entro 30-45 giorni dalla consegna dei prodotti, mentre il Liquor Control Board of Ontario entro i 45-60 giorni. Nel caso di merci destinate alle province di Alberta e della British Columbia, i produttori vengono pagati solo quando il prodotto viene venduto.

I PRINCIPALI MONOPOLI PROVINCIALI (Fonte ICE)

Québec

SAQ (Société des Alcools du Québec)

La SAQ è il monopolio della provincia francofona del Québec responsabile per la commercializzazione di bevande alcoliche. Il fatturato 2018* è di CAD 3,2 miliardi, in aumento del 4,1% rispetto al 2017. Il vino rappresenta il 73% (+2,9%) del fatturato. Dei 173,1 milioni di litri venduti, il 62% sono vini rossi (-1,5%) e il 33,2% bianchi (+1,6%). Il Québec permette la vendita di vino non pregiato (nazionale o importato sfuso imbottigliato localmente) anche nei negozi alimentari. La legge 88 permette ai produttori di vino locali di vendere direttamente i loro prodotti nei negozi alimentari, con il diritto di menzionare sull’etichetta il vitigno e l’annata e ai ristoranti di vendere bottiglie di vino da asporto ai clienti. I punti vendita presenti su tutto il territorio sono più di 840 tra succursali e agenzie. La SAQ ha “segmentato” la tipologia dei punti vendita, diversificando gamma dei prodotti e dei servizi, arredi e display. I prodotti ordinati via Internet sono consegnati in qualsiasi località del Québec. La SAQ offre 13.300 prodotti diversi ed importa da 81 paesi.  
 

Ontario

LCBO (Liquor Control Board of Ontario)

Il Liquor Control Board of Ontario è il monopolio di bevande alcoliche della provincia dell’Ontario. Con un fatturato per il 2017 di CAD 5,9 miliardi, in aumento del 5,8% sull’anno precedente, è il più importante monopolio canadese. La vendita di vini rappresenta il 35% del fatturato per un valore di 2 miliardi di dollari. Dei 196 milioni di litri di vino venduti annualmente (+2,4%), il 42% è rappresentato da vino di produzione locale. Dalla fine ottobre 2016, 126 negozi alimentari possono vendere del vino e nel corso dei prossimi anni, fino a 300 negozi alimentari saranno autorizzati dal governo a vendere del vino. I produttori locali possono vendere i propri vini nei winery store localizzati unicamente sul posto dove i vini sono prodotti. LCBO ha una rete di oltre 660 succursali e 212 agenzie. LCBO è il solo monopolio che dal 2013 richiede che le bottiglie di vetro di vino non spumante da 750 ml vendute dal monopolio a un prezzo di CAD 15,00 o inferiore non dovranno eccedere il peso di 420 g. LCBO offre 15.000 prodotti diversi ed importa da 81 paesi. 

Alberta

AGLC (Alberta Gaming and Liquor Commission)

Il Governo provinciale, tramite AGLC, continua a gestire le licenze e la raccolta dei proventi delle vendite, ma tutti gli aspetti della commercializzazione (acquisto ed importazione, magazzinaggio, distribuzione e vendita) sono gestiti da imprese private. La maggiorazione (mark-up) governativa applicata sulla vendita di bevande alcoliche è, a differenza delle altre province, una quota fissa che varia in funzione del grado alcolico del prodotto sulla base della categoria del prodotto: super alcolici, vino, bevande da rinfresco e birra. Per il vino, per esempio, la maggiorazione è di 3,91 dollari per litro, mentre per la grappa è di 13,76 dollari per litro. Solo i liquor store possono vendere bevande alcoliche nelle aree urbane. Nelle aree non urbane, qualunque negozio che abbia ottenuto una licenza, può vendere vino, birra e alcolici. In Alberta operano 1.502 negozi privati specializzati in bevande alcoliche. Il fatturato generato dalla vendita di alcolici è stato nel 2018* di CAD 2,6 miliardi. Il vino conta per circa 609 milioni (45,1 milioni di litri). In Alberta sono disponibili 25.725 diversi prodotti alcolici, di cui 13.300 sono vini. 
 

British Columbia

BC LDB (British Columbia Liquor Distribution Branch)

Il BC LDB è responsabile della distribuzione, dell’importazione e della commercializzazione di bevande alcoliche nella provincia. Con un fatturato nel 2018* pari a CAD 3,5 miliardi (+5,0%), di cui il 35% è rappresentato dai vini (77,4 milioni di litri, +2,0%, di cui 53% di produzione locale), LDB si trova a gestire direttamente 197 negozi e 2 centri di distribuzione. Nella provincia sono anche presenti 670 negozi privati e 221 agenzie rurali oltre a più di 270 wineries di proprietà privata abilitate alla vendita on site di vino di propria produzione e 12 wine stores indipendenti. Nel 2015 il governo ha autorizzato la vendita di prodotti alcolici anche nei supermercati alimentari (vini di produzione locale BC VQA) seguendo tuttavia per i vini importati il modello dello store-within-a-store.  

 

DATI STATISTICI    

Paesi esportatori in Canada (dati Gen-Dic 2018. Fonte: Wine by Numbers, Corriere Vinicolo, Unione Italiana Vini)

 

Paesi esportatori in Canada (dati Gen-Marzo 2019. Fonte: Wine by Numbers, Corriere Vinicolo, Unione Italiana Vini)

  

SERIE STORICA DATI IMPORT CANADA DAL 2008 AL 2017

 

 IL CONSUMATORE CANADESE 

I canadesi sono consumatori sofisticati che prediligono la qualità rispetto al prezzo. A trainare la crescita del mercato del vino sono infatti i prodotti importati di alta qualità, che la fanno da padrone rispetto ai prodotti nazionali e ai blend di vini importati. All’interno del Paese coesistono forti differenze regionali, che si rispecchiano anche nel consumo di vino: nel Québec francofono si continuano a preferire le importazioni dalla Francia e dall’Italia, mentre altre province hanno accolto favorevolmente i vini dal Nuovo Mondo, in particolare quelli provenienti da Australia e Stati Uniti.

La crescita del reddito disponibile in Canada ha fatto crescere anche gli scambi dei vini più costosi. In particolare, l'invecchiamento della popolazione e le relative cautele rispetto alla salute hanno portato a un maggiore consumo di vino rosso, sostenuto anche dal maggiore reddito disponibile. Secondo Euromonitor International, la crescita sorprendente del settore è parzialmente attribuibile ai maggiori consumi registrati tra i giovani professionisti, nonché ai vari wine bar di tendenza che, con sempre più frequenza, animano le aree metropolitane di città quali Montreal, Toronto, Vancouver e Calgary.

Si prevede che sarà il vino rosso a trainare la crescita della categoria Vino; ma segnali di crescita sono attesi anche per i vini bianchi e rosati. Il vitigno rosso più popolare è senza dubbio il Merlot, seguito da Cabernet e Syrah. Quest'ultimo ha riscontrato un enorme successo soprattutto negli ultimi anni, per lo più grazie alle importazioni dall’Australia. Chardonnay e Sauvignon Blanc sono le varietà di vino bianco più popolari. I vini monovarietali sono sempre più in auge, a spese dei blend composti da più varietà. Per molti consumatori, i fattori che maggiormente condizionano la scelta sono infatti la varietà di uva e l'origine del vino.

Il 56% del vino consumato in Canada è rosso: anche qui riscontriamo differenze regionali che vedono il dato più alto in Québec (con il 72%) e il più basso nella British Columbia (46%). I vini rossi importati predominano rispetto alla categoria dei vini bianchi, quest'ultima ben rappresentata anche dai vini prodotti in Canada. Per il consumatore canadese,i certificati di qualità rivestono particolare importanza;a differenza di altri mercati importanti, riscontriamo infatti una tendenza verso vini di prezzo più elevato, rivolgendo particolare attenzione alla qualità piuttosto che al fattore prezzo. 

Il segmento di prezzo più alto nel mercato canadese è quello dei vini tra i 12 e i 14,99 CAD; i vini rossi tendono ad avere un prezzo più alto rispetto ai vini bianchi.

I canali off-trade per il consumo al di fuori dei locali commerciali detengono intorno all’85% del volume totale delle vendite. Ciò si deve prevalentemente al sistema dei monopoli, giacché molti Government Liquor Control Boards hanno da sempre limitato la vendita di alcol ai propri punti vendita specializzati. Grazie a un rilassamento delle restrizioni di vendita “fuori monopolio” in alcune province, si assisterà inevitabilmente a una crescita dei volumi nei supermercati. Le vendite di vino importato e di distillati possono essere sostanzialmente divise in due categorie:

  1. Vendite dirette al consumatore, attraverso gli esercizi commerciali gestiti dai monopoli (liquor boards);
  2. Vendite effettuate dai monopoli (liquor boards) attraverso i propri agenti locali ai ristoranti e agli hotel.

Le tipologie di rivendita al dettaglio per i vini importati gestite dal Governo sono essenzialmente due: da un lato,i liquor store (negozi di alcolici) classici che trattano una selezione limitata di prodotti di prezzo medio secondo un listino denominato "general list" o "GL"; dall'altro, si collocano i negozi "Vintages" che servono gli appossionati e i consumatori "core" con un ventaglio di gusti più ampio. Questi ultimi offrono generalmente una selezione più vasta e di più alta gamma.

Il Liquor Control Board of Ontario gestisce un Piano strategico per l’ambiente che incoraggia l’acquisto di vino confezionato secondo modalità alternative e rispettose dell’ambiente, nonché l'utilizzo di vetro leggero. Anche il tappo a vite sta acquisendo sempre maggiore popolarità, ma va detto che i consumatori canadesi non si sono ben adattati alle confezioni alternative, specialmente al di fuori dell’Ontario.

CONSUMI DI ALCOL 2018

Fonte: World Health Organization (2018)