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Paese: Russia
Elemento scheda: Informazioni introduttive

Guida all’esportazione del Vino 

in Russia

 

            IL PAESE

 

 

 

 

Sin dal crollo dell’Unione Sovietica negli anni ’90, la Russia si è adoperata per dotarsi di un sistema politico democratico e di un’economia di mercato. Per quanto l’attuale Presidente Vladimir Putin continui a premere per attuare le riforme economiche, circa l’11% della popolazione vive ancora al di sotto della soglia di povertà mentre le disparità sociali e l'instabilità economica restano forti. Un’ulteriore preoccupazione deriva dalla recente ri-centralizzazione del potere da parte del Cremlino che, nello specifico, ha concentrato su di sé il controllo del processo elettorale. 

La Russia è l’ottava potenza economica mondiale e il primo esportatore di energia al mondo ma, per quanto riguarda le commodity, continua a dipendere dalle esportazioni ed è pertanto esposta alle continue fluttuazioni dei prezzi a livello globale. Il ribasso del prezzo del petrolio, la mancanza di riforme economiche e l’imposizione delle sanzioni internazionali hanno contribuito alla recessione economica, annullando le aspettative di crescita dell’economia russa già nel 2015. Nel 2014 la Russia è stata sospesa dal G8 a seguito dell’annessione della Crimea da parte di Mosca. 

La Russia è il Paese più esteso del mondo, con una superficie totale di 17 milioni di km² e una popolazione di 142 milioni. Solo il 7% del territorio è costituito da terre coltivabili, a causa delle enormi difficoltà climatiche, morfologiche e alle enormi distanze che ostacolano lo sfruttamento delle risorse naturali. 

A seguito dell’attuazione del "Codice doganale unificato" del 2010, la Russia ha aderito alla “Eurasian Economic Union” (EAEU) il 1° gennaio 2015 costituendo insieme a Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kyrgyzstan (quest’ultimo ha aderito nella seconda metà del 2015) un mercato comune di beni, servizi, capitali e lavoro. 

Dopo un travagliato cammino di 18 anni volto all’acquisizione di un sistema commerciale multilaterale, il 22 agosto 2012 la Russia è diventata membro a pieno titolo dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). La Russia è anche membro del G20 e dell’APEC e detiene un seggio permanente presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’adesione della Federazione Russa all’OCSE è stata invece rimandata dopo le vicende dell’Ucraina.

Le informazioni contenute in questa guida sono ottenute da fonti secondarie: si raccomanda pertanto di avvalersi della guida con cautela e di reperire comunque ulteriori informazioni.

 

DATI STATISTICI DEMOGRAFICI ED ECONOMICI 

Capitale

Mosca 

Superficie

17.098.242 km²

Popolazione

142.122.776 (stime, luglio 2018)

 

 

Principali città

Mosca, S. Pietroburgo, Novosibirsk, Ekaterinburg, Nižnij, Novgorod, Samara.

Città portuali

Anapa, Kaliningrad, Murmansk, Nakhodka, Novorossiysk, Rostov-na-Donu, Saint Petersburg, Taganrog, Vanino, Vostochnyy 

 

Lingua

Russo(ufficiale) 85,7%; Tataro 3,2%; Ceceno 1%; altre lingue 10,1%

Tasso di crescita della popolazione

-0.06% (stime 2016)

Gruppi etnici

Russi 77,7%; Tatari 3,7%; Ucraini 1,4%; Baschiri 1,1%; Ciuvaschi 1%; Ceceni 1%, altre etnie 10,2%; non specificati 3,9%

Religioni

Russi Ortodossi 15-20%, Musulmani 10-15%, altri Cristiani 2% (2006 est.)

Le stime si riferiscono alla fetta minoritaria di popolazione che si professa praticante. I 70 anni di governo sovietico hanno infatti portato a una popolazione per lo più atea o non praticante.

Valuta

Rublo russo (RUB)

Forma istituzionale

Federazione semi-presidenziale

Tasso di cambio 

 

1 EUR = 74,52 RUB (2019)

 

Membro di

APEC, Arctic Council, ARF, ASEAN (partner di dialogo), BIS, BRICS, BSEC, CBSS, CD, CE, CERN (osservatore), CICA, CIS, CSTO, EAEC, EAEU, EAPC, EAS, EBRD, FAO, FATF, G-20, GCTU, IAEA, IBRD, ICAO, ICC (Commissioni nazionali), ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM (osservatore), IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC (NGOs), LAIA (osservatore), MIGA, MINURSO, MONUSCO, NEA, NSG, OAS (osservatore), OIC (osservatore), OPCW, OSCE, Paris Club, PCA, PFP, SCO, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNISFA, UNMIL, UNMISS, UNOCI, UNSC (permanente), UNTSO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU (NGOs), WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Fonti: CIA “WORLD FACTBOOK”; https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/ e  ICE www.ice.gov.it IL

 

ASPETTI GENERALI DEL MERCATO RUSSO 

Le sanzioni economiche e l’abbassamento del prezzo del petrolio hanno avuto forti ripercussioni sull’economia russa, portando il Paese alla recessione. Il crollo del rublo e l’aumento dei tassi di interesse fino al 17% hanno comportato una crisi del mercato del vino importato, con un conseguente aumento dei prezzi al dettaglio del 30-50%. Alcuni importatori hanno avviato le procedure per la bancarotta mentre altri hanno sospeso le importazioni in attesa di una stabilizzazione valutaria. Con il crollo della moneta, si può prevedere che gli importatori concentreranno il proprio portafoglio di prodotti sui brand e le regioni produttrici più noti. 

La Russia vanta un settore vinicolo nazionale consistente, con una superficie vitata stimata intorno ai 99.000 ettari e circa 3,4 milioni di hl di vino ( dati 2017). Tuttavia, solo il 40% del vino russo è prodotto con uve russe in quanto il clima non è particolarmente adatto alla viticoltura e i raccolti vanno spesso perduti. C’è infatti un grande mercato di importazione di vino sfuso successivamente imbottigliato in Russia e considerato prodotto locale. Le difficoltà relative alle importazioni potrebbero in qualche modo giovare ai produttori russi, che cercano anche di sfruttare al meglio le forti pressioni esercitate nei confronti delle grandi imprese affinché prediligano prodotti nazionali alternativi in una prospettiva di consumo più “patriottica”. 

La qualità e la reputazione dei vini nazionali russi sono in ascesa, nonostante continuino a presentare caratteristiche organolettiche piuttosto semplici e si ricorra spesso all’aggiunta di zuccheri per mascherare deficit qualitativi e tecniche di produzione al di sotto degli standard. Le maggiori zone di produzione di vino locale sono tre e si trovano nel sud del Paese (Krasnodar, Dagestamn e Stavropol); anche la Crimea vanta una produzione di vino ben sviluppata. Nel 2012 il governo russo ha istituito un programma di supporto all’industria del vino nazionale allo scopo di raggiungere volumi di produzione tali da soddisfare la domanda del mercato senza ricorrere alle importazioni di vino sfuso. Il vino è fortemente promosso dalle autorità, che investono molto per espandere i vigneti nazionali, tentando di stimolare la produzione interna e contribuendo allo stesso tempo alla diminuzione del consumo di distillati tra i russi. 

Il mercato del vino russo è stimato intorno a 9,6 milioni di hl l’anno, circa 4 milioni dei quali importati. 

La Russia è stata tra i mercati emergenti del vino che sono cresciuti più velocemente. Nonostante la recessione, la crescita in valore negli ultimi anni è stata sorprendente. Nel biennio 2014- 2015 il valore delle importazioni ha subito una contrazione del 18%, attestandosi a circa 1 miliardo di dollari, con perdite spalmate su pressoché tutti i Paesi esportatori. Nello stesso periodo il volume è diminuito del 10%, presentando però impatti molto diversificati: ad esempio, la Spagna ha aumentato la sua quota di mercato del 45%, per lo più grazie all’importazione di vino sfuso. Il mercato dei vini importati continua ad essere dominato da Francia, Italia e Spagna. 

Negli ultimi anni si è osservata una diminuzione dei vini importati dall’Europa Orientale mentre sono cresciute le importazioni dall’Europa Occidentale, ma anche dal Sudafrica e dal Cile. Georgia, Ucraina (Crimea), Germania, Moldova e Australia rappresentano il resto dei Paesi importatori, pur con volumi minori. 

Nel mercato russo si avverte chiaramente la scarsità di vini importati di qualità e il canale on-trade, cioè quello per il consumo presso i locali commerciali resta sottosviluppato, con una crescita limitata della cultura dell’andare a mangiare o a bere fuori. Con l’eccezione di Mosca e San Pietroburgo, ai consumatori russi in genere è offerta una gamma limitata di marchi a prezzi gonfiati.

Tra le barriere all’entrata per l’ingresso nel mercato russo citiamo le norme molto severe e spesso mutevoli, oltre a normative sulle importazioni piuttosto complicate e adempimenti in termini di certificazioni dispendiosi a livello di tempo e costi. 

Nel tentativo di controllare l’eccessivo consumo di alcol, a gennaio 2013 il governo russo ha messo al bando la pubblicità delle bevande alcoliche su Internet, sui mass-media e mediante cartellonistica. Tali misure potrebbero ripercuotersi negativamente sulla capacità di crescita futura dei marchi. 

STATISTICHE EXPORT VINO ITALIA E PRINCIPALI CONCORRENTI

Paesi esportatori in Russia (dati Gen-Dic 2018. Fonte: Wine by Numbers, Corriere Vinicolo, Unione Italiana Vini)

 

Paesi esportatori in Russia (dati Gen-Marzo 2019. Fonte: Wine by Numbers, Corriere Vinicolo, Unione Italiana Vini)

 

 

SERIE STORICA DATI IMPORT RUSSIA DAL 2008 AL 2017

 

IL CONSUMATORE RUSSO

Si prevede che il mercato dei consumi in Russia diventerà l’elemento trainante della crescita dell’economia nazionale. 

La Russia ha un’elevata popolazione urbana: Mosca conta 12 milioni di abitanti e ci sono altre 14 città con oltre 1 milione di persone. L’apertura del mercato ai prodotti importati dopo l’era Sovietica ha messo a disposizione dei consumatori molti marchi prestigiosi e globali. I consumatori sono sofisticati e reattivi alle novità, coerentemente con gli enormi dislivelli nella distribuzione della ricchezza e del reddito in tutto il Paese. Il mercato del lusso in Russia è tra i più redditizi ma anche la classe media sta vedendo crescere il proprio potere d’acquisto. Resta tuttavia diffusa anche la povertà, soprattutto nelle regioni rurali e tra le fasce più anziane della popolazione. 

Mosca e San Pietroburgo rimangono i mercati dominanti ma anche le regioni minori si stanno aprendo all’economia di mercato, con centri commerciali che iniziano ad aprire più o meno in tutto il Paese. In Russia il mercato dei vini premium è piuttosto consistente e il 15% dei consumatori regolari di vino beve vini “costosi”. Altri segmenti di consumatori optano invece per vini a basso costo o di fascia media, il 60% dei quali è prodotto in Russia. La Russia si attesta come settimo Paese al mondo per consumo di vini fermi, mentre detiene il terzo posto nel consumo di vini spumanti. Si prevede che gli importatori punteranno maggiormente su vini di prezzo più basso.

Fondamentali per avere successo nel mercato russo sono le attività di promozione e di sostegno alla commercializzazione. Gli esportatori devono porre attenzione alla comunicazione con gli importatori e sviluppare strategie di prezzo che permettano di mantenere la propria presenza su un mercato caratterizzato da molte fluttuazioni. Le aziende che si affacciano sul mercato con una strategia a lungo termine avranno maggiori possibilità di sopravvivere alle frequenti crisi che investono il mercato russo. 

Il 50% delle vendite totali di vino sono concluse nei supermercati, soprattutto nella fascia di prezzo entry-level mentre i vini premium vengono acquistati per lo più attraverso rivenditori specializzati. Si consuma vino soprattutto a casa o nei ristoranti nonché nei wine bar di Mosca e S. Pietroburgo. Con la crisi del debito, i consumatori russi hanno sviluppato la tendenza a cercare un migliore rapporto qualità/prezzo nei vini. A trainare la crescita nel futuro prossimo saranno soprattutto i supermercati, anche grazie all’espansione delle catene occidentali in Russia che propongono un’ampia offerta a scaffale di vini importati. Il mercato è controllato dai rivenditori al dettaglio che, secondo alcune testimonianze, imporrebbero commissioni per l’immissione in listino, sconti per quantitativi (i cosiddetti retro-bonus) e obblighi contrattuali discutibili, applicando ricarichi anche pari al 60-100%.

Il “Russian Research Centre of Federal and Regional Alcohol Markets” ha rilevato che il mercato del vino nel 2015 valeva 1 miliardo di litri e 383 miliardi di rubli. Il 70% del vino venduto si colloca su una fascia di prezzo al dettaglio sotto i 150 rubli a bottiglia, mentre il segmento tra i 150 e i 300 rubli copre il 15% del mercato complessivo. I vini nella fascia di prezzo tra i 300 e i 500 rubli hanno una quota di mercato pari al 10% mentre quelli al di sopra dei 500 rubli rappresentano il 5% del mercato totale. 

Il vino è sempre più in voga tra i consumatori russi; ad esempio sono sempre di più i giovani russi benestanti che scelgono il vino al posto della vodka. I consumatori si stanno scostando sempre di più dai vini di bassa gamma importati dall’Europa orientale a favore dei vini dell’Europa occidentale e del Nuovo Mondo, generalmente sinonimo di maggiore qualità e prezzo. Con l’embargo “rovesciato” che colpisce i fornitori storici della Moldova e della Georgia, i consumatori di vino si sono rivolti ai vini europei, i quali stanno appunto guadagnando le fette di mercato lasciate libere dai concorrenti dell’est Europa. I report di Euromonitor International rivelano inoltre un crescente interesse nei confronti dello stile di vita europeo. 

Il consumo medio pro-capite di vino tra i russi è di 8 litri all’anno e il vino rappresenta il 9% del consumo totale di alcool, dietro a birra e distillati. I vini importati hanno una quota di mercato di circa il 50%. Nonostante la crisi del debito, ci sono segnali positivi nel senso di una crescita potenziale del prodotto Vino nel segmento delle bevande alcoliche. 

I vini rossi semi-dry rappresentano la stragrande maggioranza del mercato. I vitigni rossi più popolari sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Pinot Nero mentre i bianchi più apprezzati sono lo Chardonnay, il Moscato, il Pinot Blanc e il Sauvignon Blanc. 

Il settore della distribuzione in Russia è ben sviluppato ed è dominato da poche società molto forti sul mercato. Le principali società di import nel mercato russo sono Luding Trade, Megatis MVF, Rusimport GK, Alianta Group, Simple e Moet Hennessy Whitehall Rus.

Consumo alcol 2018

Fonte: World Health Organization (2018)