Codice: 110
Categoria: Vini spumanti
Tipo documento: Circolare
Data provvedimento: 16-04-2018
Numero provvedimento: 23
Data gazzetta: 25-04-2016
Numero gazzetta: 67
Correlazioni: Decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1Decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182 convertito con legge 11 novembre 2005, n. 231
Data aggiornamento: 04-04-2018

In primo luogo si osserva che non risultano esservi vincoli di esclusiva tra Dermu e Sofca e che neppure il Pellegrino era legato da vincoli di esclusività con la Dermu (come emerge chiaramente dal punto 5 delle premesse del contratto 1/2/2011 di cui al doc. 4 attoreo).

          Si nota, poi, che non è neppure provato che le parti convenute abbiano tenuto condotte sleali e dannose nei confronti della Dermu.

 

          In particolare, per quanto riguarda l’offerta n. 2445/2012 per una fornitura di chiavi dinamometriche con sistema wireless, presentata da Dermu il 15/6/2012 presso l’ufficio acquisti di Fiat Group Torino, per lo stabilimento Sofim di Foggia, si osserva che la lamentela dell’attrice, secondo la quale essa sarebbe stata costretta a ribassare l’offerta (da €. 283.500 ad €. 155.000) perché il Pellegrino e la Sofca avevano presentato alla Fiat un’altra chiave in fibra di carbonio, no è fondata.

Infatti, è vero che la teste Angela Alferi (dipendente della Sideros fino al giugno 2014) ha affermato (sia pure genericamente) che i tecnici della FPT non avevano subito chiuso la gara relativa alla chiave presentata da Dermu perché avevano visto la chiave della Sofca e che i testi Sandro Cardona ed Enrico Canadà hanno riferito lo stesso fatto, ma de relato, come raccontato dalla Alferi.

Tuttavia, da un lato, non pare che il prodotto della Sofca potesse essere in concorrenza con quello della Dermu, trattandosi di un mero prototipo, così come definito dalla stessa Alferi nel rapporto sull’incontro presso l’ufficio acquisti della Fiat del 25/8/2012 (doc. 24 attoreo) e come confermato dal teste Claudio Riva, tecnico elettronico della Sofca (“La chiave in fibra di carbonio ancora non è stata commercializzata, perché nei test abbiamo rilevato che vi sono ancora delle problematiche”).

          Dall’altro lato, dai documenti 20 e 24 della parte attrice stessa risulta che la Dermu, ancora prima di scoprire che la Sofca aveva presentato (la settimana prima del 25/9/2012, come emergente dal report di cui al doc. 24) la nuova chiave agli stabilimenti di Foggia, aveva già proposto il ribasso di prezzo alla Sofim (v. mail del 9/7/2012, doc. 20 attoreo), motivando tale ribasso con il fatto che l’acquisizione di altri importanti ordini aveva permesso alla Dermu un forte abbattimento dei costi.

          E dal report del 25/9/2012 stesso risulta che, convocati presso l’ufficio acquisti Fiat, i referenti della Dermu avevano confermato l’offerta n. 2445/23012 per il costo di €. 155.000 + Iva e, solo dopo di ciò, erano stati informati della presentazione, da parte di Sofca, la settimana prima, del prototipo su descritto.

 E’ evidente, dunque, che il comportamento dei convenuti non ha in realtà in alcun modo inciso sul decorso dell’offerta della Dermu e sulle scelte economiche detta stessa.

 

          Circa l’offerta 0042/2013, che Dermu aveva presentato alla Fiat Industrial FPT Stabilimento di Foggia, dopo la nuova richiesta della Fiat, del 19/3/2013, di chiavi dinamometriche wireless, l’attrice non ha dedotto uno specifico illecito comportamento dei convenuti (limitandosi ad accennare vagamente alla promozione da parte loro della nuova chiave in fibra di carbonio e allo sfruttamento della progettazione- non meglio identificata- di Dermu), né il comportamento dei convenuti risulta essere stato dannoso, dal momento che, come pacifico in atti, l’ordine era stato poi acquisito da altra società (DMG).

 

          Circa l’attrezzo TV 604 modificato si osserva che l’attrice ha affermato:

- che in data  26/9/2013 la Dermu aveva ricevuto dalla FPT di Foggia richiesta di offerta per la fornitura di attrezzi oggettivati per la chiusura dei collari Visa Caillau e attrezzo TV 604 modificato (progetto che Sofca aveva declinato a Dermu e che questa aveva sviluppato con altra società), e che l’offerta di Dermu era stata la n. 155/2013;

-che la società Caillau aveva riferito a Dermu  di essere stata contattata da Sofca già a metà 2012 per lo sviluppo del progetto Coil, che Dermu aveva detto a Caillau di aver progettato e sviluppato un sistema di oggettivazione simile a quello di Sofca, che Caillau però aveva diffidato Dermu dal modificare l’attrezzo TV 604, che in data 9/12/2013 Dermu aveva dovuto revocare l’offerta n. 155/2013, in quanto diffidata da Caillau e che poi l’ordine era stato assegnato direttamente a Caillau.

          Si nota, allora, che non risulta sussistere alcun comportamento illegittimo da parte dei convenuti e della società Caillau, considerato che quest’ultima era del tutto libera di scegliere la società idonea a sviluppare il suo prodotto, che non vi era alcun patto di esclusiva a favore di Dermu e che l’attrice non sostiene che siano stati contraffatti, copiati o trafugati suoi specifici e originali progetti o modelli.

 

          Né l’attrice ha mai specificamente sostenuto (tranne un genericissimo accenno solo nella comparsa conclusionale) che i convenuti abbiano divulgato determinate informazioni riservate della sua azienda.

 

          E del tutto generiche e inaccoglibili sono le domande attoree relative allo sviamento di clientela, alla richiesta di rimborso delle spese effettuate per i progetti comuni e delle retribuzioni percepite dal dipendente Pellegrino.

 

3) Pertanto, le domande attoree vanno tutte respinte e le spese processuali seguono il criterio della soccombenza.

 

P.Q.M.

Definitivamente pronunciando nel contraddittorio delle parti;

ogni diversa istanza, eccezione e deduzione disattesa o respinta;

          Respinge tutte le domande della parte attrice;

          Condanna l’attrice Dermu International Tools srl a rimborsare alla convenuta Sofca srl le spese processuali, che liquida in €. 7.000 (di cui €. 2.000 per fase studio, €. 1.500 per fase introduttiva, €. 1.500 per fase istruttoria, €. 2.000 per fase decisoria), oltre spese generali 15%, Iva e Cpa, con distrazione delle spese a favore dei difensori antistatari;

          Condanna l’attrice Dermu International Tools srl a rimborsare al convenuto Pasquale Pellegrino le spese processuali, che liquida in €. 7.000 (di cui €. 2.000 per fase studio, €. 1.500 per fase introduttiva, €. 1.500 per fase istruttoria, €. 2.000 per fase decisoria), oltre spese generali 15%, Iva e Cpa, con distrazione delle sperse a favore dei difensori antistatari.

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